La realtà come "Interconnessione di eventi"
Mi sento in dovere di scrivere un promemoria per chi si fida della scienza e solo della scienza, ricordando parole e pensieri proferiti proprio da chi la scienza ha rappresentato o rappresenta, nutrendo voi studenti e ricercatori di rango.
Cari fisici dovreste prima di tutto studiare meglio le schede dei personaggi che citate con determinazione , integrando meglio le riflessioni che tali guru hanno elargito inutilmente alle pecore degli atenei.
Avrete dunque la prova che avete studiato male, probabilmente con la paura del sopravvivere o del posto di lavoro che non arriva mai…
…. Molto bravi nei calcoli, ma poco nelle intuizioni e nelle astrazioni o per dirla semplice in umiltà.
Ecco alcune riflessioni dei vostri guru fatte indicativamente nel 90 – 92: potrei fare un blog a parte con aneddoti e riferimenti cancellati dai vostri libri, proprio perché l’indottrinamento deve far polli svegli 24 ore su 24 prima di farvi arrosto .. , dunque auguri uomini di scienza e in bocca al lupo ai nuovi iscritti universitari.
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(fonti di tali affermazioni sono prese da interviste certe e documentate, edizioni Anglia Television/Gordon Freeman Production)
Roger Penrose è uno dei più grandi fisici al mondo vivente e sostiene “ Io non so quanto sia esatto e non ne sono sicuro, ma alla luce di certi esperimenti sui tempi di coscienza, sembra definirsi un quadro strano sulla coscienza umana.
Sembra che effetti futuri possano influenzare gli eventi del passato nell’ordine di un tempo estremamente breve, una frazione di secondo ( azzo dici Penrose!?!?!? Nda) .
E continua dicendo “Non vi è alcun motivo per supporre che la propria esperienza cosciente non debba far parte di quella di qualcun altro in un altro punto del tempo. Insomma non so cosa succede e cosa può succedere quando qualcuno muore , ma potrebbe diventare qualcun altro e questo qualcun altro potrebbe essere una persona che ha vissuto nel passato e non nel futuro..”
Prosegue dicendo
“ Io penso che l’universo abbia uno scopo..
Non esiste solo per caso…
Credo ci sia qualcosa di molto più profondo”
Tornando alle mia indignata riflessione.
Questo il guru che tutti dobbiamo conoscere? Ma lo avete letto bene?
Sta molto avanti rispetto a quanto voi siete in grado di discernere….
Di certo lo leggo non perché me lo suggerite voi, ma perché il prof. Penrose merita di esser letto.
Perchè voi studiosi asserite e demolite chi commenta il mio blog come un essere sfigato?
Sarebbe inteligente una risposta al post e non ai commenti oltretutto non molto dissimili dal prof. Penrose..
Forse ho letto in Penrose cose anche più illuminanti di quante voi ne avete colto.
Chissà che non debba essere io a salutare voi....
Cekko.
Il signor. dott. prof. Roger Penrose, fisico matematico e filosofo....

Avete mai aperto le ante degli armadi contrapponendo gli specchi interni ?
Giocavo spesso a questa proiezione infinita, rapito da un tunnel infinito di specchi e immaginazioni.
Mi chiedevo se quel Cekko proiettato laggiù avesse mai potuto capire in quale proiezione si fosse trovato: lui avrebbe forse compreso i principi di riflessione, la simmetria, la ricorsività, le funzioni, le matrioske, ma come avrebbe trovato l'esatta origine della proiezione?

Ora vorrei riflettere su un concetto che nella nostra dottrina religiosa è imperscrutabile, non quantificabile , non spiegabile… la Trinità.
Dio mi preservi da fulmini e saette se oso riflettere un concetto così importante facendo tesoro della logica che Lui mi ha donato, contravvenendo per un attimo a questo dogma da accettare come atto di fede e per “buona condotta”.
Prima di tutto osservo come tale “oggetto inviolabile dal pensiero umano” sia ben più antico della nostra religione cristiana dal momento che si trovano simbologie trine e affini nella trinità babilonese: Essa era formata dal Padre, Nimrod (un dio dalle sembianze di pesce), suo Figlio Tammuz, morto per salvare l’umanità, e lo Spirito Santo nella figura della madre, la regina Semiramide rappresentata spesso come colomba (!) ( approfondimenti a voi)
Con ciò non intendo demolire il concetto di Trinità come storiella tramandata né turbare nessuno, semmai in me ne viene rafforzato lo studio del 3 partendo dai concetti “pagani” o meglio Archetipi, con le possibili relazioni semiologiche, geometriche e logiche che sono il caposaldo della nostra cultura mitologica ed emozionale.
Le mie riflessioni traggono spunto dal gioco, dalla curiosità, ma anche da una certa insofferenza al “Dado Tratto “, quindi le analisi seguenti non asseriscono alcuna verità, ma espongono un tipologia di logica, felicemente confutabile all’interno di uno spirito dialettico.
Procedo analizzando la triade A, B, G o prime 3 lettere dell’alfabeto fenicio, considerando gli archetipi o funzioni elementari supposte e descritte nel post del 30 novembre 2008 “ Un po’ di movimento “.
Aleph,
numero 1
il punto ,
archetipo Unione e Duplicazione ( per mezzo di Beth)
capace di unire il suo duplicato per lo sviluppo di un segmento o primo sistema portante
energia se preferite
Beth,
Numero 2,
il contenitore primo e assoluto
il ricevente,
il pari che accetta il dispari,
il contenitore del seme,
il segmento fatto dei due punti ( 1 e 1 uniti da ALEPH)
Ghimel
Numero 3
Il Figlio o Prodotto fatto dei 3 punti
3 riceve la funzione di Aleph e quella di Beth e crea il prodotto
Archetipo della Rotazione/Movimento
La vibrazione fondamentale
Indeformabilità di un triangolo equilatero
Seguitemi controllando il disegno che segue , non è difficile, ma è facile perdersi….

Suppongo che il triangolo equilatero in alto sia la Trinità ( A, B, G) con un punto che “siede” alla destra ( G) del punto origine ( A) ed uno alla sinistra ( B)
Osservo poi che abbiamo la possibilità di ruotare il triangolo in 3 step da 120 gradi prima di ottenere la figura identica con il vertice verso l’alto ( vedi post precedente sulla simmetria) .
"E al settimo giorno Dio si riposò..."
Attribuendo al riposo una fase di sistema, abbiamo un totale di 22 archetipi, 22 lettere fenice..22 funzioni
AZIONE E REAZIONE ,
PATIBOLO,
X COME ANTICO SIMBOLO DELLA CROCE;
MORTE,
CHIAMATELO RIPOSO
O SEMPLICEMENTE FINE DEL CICLO...
MA QUESTO E' TAU
LI' MUORE IL FIGLIO DI DIO
ALLA CROCE L'UOMO E ' CHIAMATO...
ALLA CROCE VOGLIO INCHIODARE
LA PAURA
TRINITA' O MENO...RIMANE UNA DOMANDA
E' STATO AMORE? E' STATO ABBRACCIO...?
... "ET TELEFONO CASA..." !
PERCHE' QUAGGIU' L'IMMAGINE E' DISTORTA
COME NEL GIOCO DEGLI SPECCHI...
BASTAVA UN VETRO SPORCO
E TUTTO SI PROPAGAVA OPACO
NELL'INFINITA RIFLESSIONE
LA MIA IMMAGINE.. PERSA... NELL'INFINITO
...

Anche se non è da escludere l’esistenza di precedenti società progredite e poi estinte, non credo sia così automatico il transfert di know-how ad altri popoli, soprattutto quando si parla di società perfette ed autosufficienti quali gli "atlantidei" .
Nella prima parte di questo post
La storia inoltre insegna che i Fenici furono abili naviganti, ma pessimi colonizzatori di terra, gli Achei invece furono abili conquistatori su terra, ma pessimi navigatori etc.
Gli archetipi sembrano spesso rappresentare “la via di mezzo” , quella cioè che avvalla le convergenze razionali e irrazionali di molte culture, in relazione alle latitudini e al territorio, alla sopravvivenza della specie ( vedi primi capitoli del mio blog) .
Chi invece progettava e poi edificava doveva rapportarsi con leggi fisiche che ancora non conosceva a fondo , pervenendo a misure e rapporti numerici frutto di calcoli sempre più precisi, di una mente umana resa sempre più acuta da esperienze ed errori: stabilità, carichi di rottura, sollecitazioni in genere tra cui gli sforzi da compressione tipica dei solidi, (più avanti elencherò i crolli delle varie piramidi e alcuni rapporti geometrici non preservati... ) .
Chi progettava inoltre doveva trovare “misure di interfaccia” tra le ambizioni spirituali faraoniche di spingersi verso il cielo e leggi della natura ( mi immagino il faraone dire: - “Ueee Snofru ti dissi che la vogghiu chiù alta chista piramide della minchia!“).
Sono dunque più propenso a credere che la relazione tra piramidi, rapporti aurei e misure in scala inerenti il globo terrestre, siano semplicemente l' imposizione della natura e dei suoi archetipi.
Osservo poi in modo particolare come la forza di gravità di un pianeta e l’eventualità ( o fortuna) di una pressione atmosferica influisca particolarmente sulla materia e i suoi stati, le successive interazioni dei sistemi, le trasformazioni dell’energia ed i cicli evolutivi, spirali annesse , evidenti segnali che la natura predilige i logaritmi...
Oppure sulla base di eventuali costruzioni marziane si potrebbe risalire a dati oggettivi di pressione atmosferica ad epoche di costruzione di quel sistema. Ma queste sono pure supposizioni.
Riflessioni sulla base degli archetipi
Nello Zed individuo personalmente anche numerose relazioni con il secondo principio della Termodinamica che segna anche la Freccia del Tempo...(vedi Hawking, "dal big bang ai buchi neri")
Così disposti sembra che l’aggancio (6, U) sia necessario alla vita ( 5, E) per unirsi al tempo (al ciclo riproducibile , l' evoluzione degli stati del sistema ) appunto lo Zed ( 7 o Z) .
Se osserviamo la forma di una "Z" non appare evidente che alla fine della stanghetta orizzontale superiore ha inizio ( attraverso il segno obliquo) una nuova fase ( stanghetta inferiore) ? Se prendiamo il simbolo fenicio troviamo due stanghette unite da una linea verticale, il metodo più semplice per evidenziare la successione di stato ..., lo ZED.
Anche a livello di archetipi ci sarebbe dunque un legame tra lo ZED posto anticamente sulla sommità delle costruzioni che puntavano al Cielo e la PIRAMIDE di CHEOPE che ora lo nasconde al suo interno , ma consiglio la lettura dei libri del prof. ing. Mario Pincherle, tra i principali studiosi dell'argomento.